Factotum esploratore

Il protagonista è un giovane che ritorna alla propria terra natale dopo che questa è stata colpita da un misterioso cataclisma, e vi arriva infine dopo un naufragio dovendo

in sostanza partire da zero, con il suo zainetto in spalla e tanta voglia di esplorare. Gemea, questo il nome dell'ampia zona in questione, è composta da diversi biomi, ovvero ecosistemi caratterizzati da clima, fauna e flora diversi, dove la natura in generale ha il sopravvento sopra una civiltà che si è sviluppata in maniera armonica con l'ambiente, lasciando ampi spazi aperti e disabitati. In tutto questo si innesta però il problema del Miasma: conseguenza del male che colpì la zona anni prima, si tratta di una sorta di nebbia tossica che copre alcune aree e che può essere debellata solo attraverso l'utilizzo di spiritelli magici che si trovano sparsi in giro per il mondo.

Yonder: The Cloud Catcher Chronicles, la recensione

Questo rappresenta uno dei principali elementi di progressione presenti in Yonder, per cui la ricerca degli spiritelli diventa indispensabile per liberare le varie zone di Gemea e aprire nuovi accessi e possibilità di gioco, visto che più il miasma è esteso e maggiore è la quantità di spiriti necessaria per debellarlo. Non c'è in effetti molto altro a segnare una sorta di avanzamento nel gioco, al di là della volontà di esplorare il mondo: il sostrato narrativo è appena accennato attraverso dialoghi stringati con gli NPC o documenti sparsi per le aree, con sporadici eventi particolari a svelare qualcosa di una storia che rimane sempre una sorta di vaga scenografia di sfondo. Gli elementi "ruolistici" sono legati esclusivamente alla capacità di utilizzare nuovi strumenti e creare nuovi oggetti, dunque è il crafting il vero motore del gameplay in Yonder, al quale viene associato un sistema di costruzione e gestione della fattoria che aggiunge un tocco in stile Harvest Moon (o Stardew Valley, per essere più alla moda) alla struttura.

Yonder: The Cloud Catcher Chronicles, la recensione